Forestazione e gestione forestale

Gestione di progetti integrati della filiera del Legno, Gestione forestale sostenibile, Catena di Custodia, Due Diligence, Crediti Carbonio

 

StudioActaa, primo in Campania, ha acquisito le competenze necessarie per accompagnare le aziende nella realizzazione del proprio sistema aziendale di Due Diligence, attraverso le metodologie del sistema di certificazione “Catena di Custodia” PEFC.

 

Gestione forestale sostenibile e chain of custody

Una consistente parte del legname importato in Europa viene da fonti illegali; Secondo il WWF, nel 2006 circa un quinto del legname per energia importato nell’Unione Europea proviene da risorse illegali, prevalentemente da Est Europa, Russia, Indonesia e Cina; Secondo il Parlamento Europeo, il 20% delle importazioni in Europa è di origine illegale; Nel 2009 l’Italia è stata il principale importatore d’Europa e il quarto al mondo di legname; l’Italia è il 1°importatore al mondo di biomasse per fini energetici.

 

Chain of custody

L’implementazione di forme di garanzia della propria attività, di tutela del patrimonio forestale e di valorizzazione dei prodotti e dell’economia locale devono rientrare tra le priorità di ogni produttore del settore.

Perché la certificazione forestale raggiunga obiettivi davvero importanti con un reale contributo del mercato, è fondamentale che tutta la filiera produttiva sia coinvolta. Affinché l’etichettatura di un prodotto ricavato dal legno sia credibile, è necessario che tutto il suo ciclo produttivo sia tracciabile, cioè documentabile; occorre la capacità di ricostruire la storia del prodotto attraverso l’identificazione e la documentazione di tutte le attività, i materiali e i soggetti che concorrono alla sua produzione.

La tracciabilità offre l’opportunità di un serio coinvolgimento dei soggetti che partecipano alla filiera e un modello di integrazione verticale tra i diversi comparti produttivi di una medesima azienda e tra quelli di aziende diverse; così il messaggio e l’attestazione di garanzia della buona gestione forestale non si limita soltanto ai gestori forestali, ma anche, fuori dal bosco, a tutti i soggetti coinvolti nella trasformazione del prodotto legno.

E’ necessario quindi avere uno strumento che permetta al consumatore finale di avere certezza sull’origine del legno. Da ciò nasce l’esigenza della certificazione della catena di custodia (chain of custody), ossia di un procedimento che permette di rintracciare il legname certificato nelle varie fasi delle successive lavorazioni, sino al prodotto finito, lavorato o semilavorato (sia esso un mobile, piuttosto che un infisso o una travatura).

Se il prodotto rispetta le condizioni della catena di custodia, anch’esso sarà riconoscibile dal consumatore finale attraverso l’apposito marchio. Si è di fronte ad una vera e propria catena in cui ogni soggetto che partecipa alla realizzazione di un prodotto è un anello incastrato al successivo, se la catena si spezza non è più possibile mettere in relazione i due estremi. In questo caso il certificato e il logo sul prodotto attestano che un certo contenuto di legno (o fibre, cellulosa), oppure l’intero prodotto, proviene da foreste gestite in modo sostenibile. La catena di custodia è valida solo se ogni azienda della filiera di lavorazione e trasformazione impiega materiale legnoso certificato di cui sono note la provenienza e la gestione.

 

Gestione Forestale Sostenibile (GFS)

La definizione corrente di gestione forestale sostenibile, adottata nel 1993 dalla Conferenza Ministeriale per la Protezione delle Foreste in Europa, è: “la gestione e l’uso delle foreste e dei terreni forestali nelle forme e ad un tasso di utilizzo che consentano di mantenerne la biodiversità, produttività, capacità di rinnovazione, vitalità e potenzialità di adempiere, ora e nel futuro, a rilevanti funzioni ecologiche, economiche e sociali a livello locale, nazionale e globale, senza comportare danni ad altri ecosistemi”.

La certificazione di GFS garantisce al consumatore finale che i prodotti di origine forestale (il legno o un suo derivato, come la cellulosa, ma anche i prodotti forestali non legnosi, come funghi, tartufi, frutti di bosco, castagne, ecc.) derivano da foreste gestite in maniera legale e sostenibile, quindi che non provengano da tagli illegali o da interventi irresponsabili, che possono portare all’impoverimento o alla distruzione delle risorse forestali.

 

Due Diligence

Dal 3 marzo 2013 è entrato in vigore il Regolamento EU 995/2010, che mira a contrastare il commercio di legname e di suoi derivati di origine illegale all’interno della UE.

Da questa data dunque diventa OBBLIGATORIO, per tutti gli operatori della catena del legno (coloro che immettono per primi legname e prodotti derivati nel mercato europeo) e per i commercianti (coloro che rivendono legname e suoi derivati già immessi sul mercato) ADEGUARE la propria azienda alle prescrizioni indicate dal Regolamento Europeo. L’azienda dovrà quindi rispettare, nella propria attività di impresa, i tre obblighi previsti dal Regolamento 995/2010:

  1. Divieto di immissione sul mercato EU di legname tagliato illegalmente e dei prodotti da esso derivati;

  2. Obbligo di applicazione della cosiddetta “Due Diligence”;

  3. Obbligo della tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti attraverso il mantenimento per cinque anni di un registro con il nome dei fornitori e dei clienti (per i commercianti).

 

Crediti di Carbonio

Il contesto

Gli alberi, le foreste, grazie anche alla loro attenta gestione, attraverso la fissazione di carbonio possono svolgere un ruolo rilevante nella mitigazione del cambiamento climatico. Il settore forestale rappresenta un’opportunità per le aziende, le organizzazioni e gli individui che intendono intraprendere un processo di riduzione della propria impronta del carbonio (carbon footprint) assicurando nel contempo benefici ambientali e sociali.

Lo Stato italiano a partire dal 2008 utilizza i crediti di carbonio generati dal settore forestale per il raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto senza aver attivato un meccanismo di compensazione per i proprietari e i gestori. Per attività analoghe, ma di segno opposto (generazione di debiti da parte dei settori industriali più energy intensive), lo Stato ha attivato un sistema di pagamento in applicazione dell’European Trading Scheme,

Il contributo del settore forestale al bilancio nazione delle emissioni è di grande rilevanza e, quindi, il trade off che si realizza tra imprese forestali e industriali è molto significativo a vantaggio di queste ultime.

 

Il problema della relazione tra mercato istituzionale (Protocollo di Kyoto) e volontario, e quindi il problema del doppio conteggio, è comune ad altre realtà nazionali. La Gran Bretagna (Woodland CO2Code), l’Australia (Carbon Farming Initiative) e la Francia (Charte de la Compensation Volontaire) sono esempi di come lo Stato sia intervenuto con chiare misure normative per facilitare e distinguere le attività nei due mercati e poter rendere più efficace e convergente l’azione volontaria e istituzionale.

 

Esempi di carbon foot print

  • miglioramento della gestione forestale;

  • piantagioni (nella terminologia della Convenzione Quadro per i Cambiamenti Climatici: “riforestazione”/”afforestazione”);

  •  forestazione urbana;

  • creazione e gestione di corridoi ecologici;

  •  utilizzo di prodotti legnosi;

  •  attività agricole volte al sequestro del carbonio;

  •  gestione dei pascoli e del carico animale.

 

Ammissibilità dei progetti

Il progetto deve essere ammissibile in termini di:

  • inizio e durata del progetto;

  • attività di progetto;

  • proprietà dell’area di progetto e rispetto della legislazione vigente;

  • dimostrazione dell’addizionalità (ad esempio, il progetto è possibile solo grazie alle entrate generate dai crediti di carbonio).

  • registrati entro 2 anni dall’inizio del progetto

  • durata non superiore ai 100 anni

  • devono superare il test di validità entro 2 anni dalla registrazione.

Prevenire/ridurre le emissioni di CO2 significa agire alla sorgente del problema, evitandone la generazione attraverso una azione di riduzione dei consumi di beni/servizi/energia: ciò può essere ottenuto sia mediante la produzione di energia pulita (generazione da fonti energetiche rinnovabili) sia attraverso operazioni di risparmio energetico sia, in Azienda, attraverso una revisione dei cicli aziendali e dei flussi di energia e materia (packaging, fornitura prodotti, trasporti…ecc: le Aziende che hanno già conseguito una certificazione ambientale della serie ISO 14000 possono partire decisamente avvantaggiate in questo processo).

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